Il sapore
della
tradizione
Solo le farine migliori,
il pomodoro ciliegino,
le olive baresane,
le magiche virtù
dell'olio extravergine d'oliva e del lievito madre.

Le tradizioni pugliesi in ambito culinario sono moltissime, ma nella zona di Bari l’unica e la sola regina incontrastata, che supera anche il divino panzerotto fritto, è la focaccia. Non conosce barriere sociali ed è perfetta in ogni momento, tanto all’ora di pranzo quanto a colazione. La ricetta originale di questo prodotto vuole farina di grano tenero 00, rimacinato di semola di grano duro, lievito fresco, acqua naturale potabile, pomodori o pomodorini freschi, sale marino, olio extravergine d’oliva, fiocchi di patate, zucchero, origano e olive in salamoia. Deve essere croccante e devi sporcartici le mani, altrimenti non è focaccia barese. Come ogni ricetta tradizionale, la focaccia barese è soggetta a variazioni ma per riconoscere la classica basta un’occhiata.
è opinione diffusa che la focaccia sia nata in Puglia dall'esigenza dei panettieri di sfruttare il forte calore del forno a legna. La sfoglia si gonfiava in pochissimo tempo e, una volta che si stabilizzava la temperatura del forno, si procedeva alla cottura del pane. La focaccia nasce come prodotto semplice, fatto di ingredienti genuini e umili ma il suo gusto inimitabile non teme concorrenti. Nel 2001 ad Altamura viene inaugurata un'immensa, fiammante sede di McDonald's. Sembrava un trionfo annunciato ma, pochi mesi dopo, un coraggioso fornaio altamurano ha aperto un suo nuovo punto vendita proprio accanto al fast-food americano. In soli quattro anni l’onestà del commerciante e la genuinità dei suoi prodotti hanno eclissato e battuto la multinazionale.
Il profumo del crudo di mare, delle orecchiette con le cime di rapa, della focaccia, è il profumo stesso del territorio barese e pugliese. Questi prodotti sono delle certezze per le persone del luogo e per i turisti, oltre ad essere una ricchezza, anche solo per l’inestimabile patrimonio culturale che rappresentano. La focaccia non è solo un cibo, è accompagnata da una serie di gesti e rituali che ne arricchiscono la degustazione. È buonissima mangiata con le mani, passeggiando per strada, ungendosi le dita e correndo il rischio di sporcarsi la camicia di pomodoro; meglio se assaporata di fronte al mare con una birra ghiacciata a completare l’opera. E se la si vuole “sporcare” un po’, niente di meglio che metterci qualche pezzo di provolone e una fetta di mortadella!